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CAPITOLO 2
PRIMI APPROCCI ALLA TECNOLOGIA
Studio, tecnologia, lavoro: le tre finestre della curiosità
Basic e Linguaggio Macchina furono i primi approcci al mondo del digitale, così che indirizzai i miei studi successivi alle scuole medie (ah, scusate, Scuole Secondarie di Primo Grado, non mi abituerò mai...) verso il mondo dei computer, attraverso uno dei primi corsi inseriti in un contesto aziendale, ovvero Ragioniere Programmatore all'Istituto Tecnico Commerciale “Vittorio Emanuele II” di Perugia. Mai scelta fu così male azzeccata. Ragioneria, tecnica e matematica non erano proprio nelle mie corde, ma informatica si; nel frattempo arrivò anche il mio ZX Sinclair 16 Kb, caro Maurizio. Da lì i primi passi nella programmazione e nella grafica computerizzata; tanta roba interessante. Abbandonai gli studi al terzo anno, stremato anche da episodi di “bullismo” da parte di alcuni professori, mettendo la firma sulla carta di guerra, con la successiva mia dipartita da quei luoghi; se non puoi batterli alleati, ma se l’alleanza è tossica allora fuggi via. Dopo varie mansioni lavorative nel campo della ristorazione (1987-1988), approcciai veramente al mondo del lavoro in un maglificio artigianale: il mio compito era sfornare notte e giorno capi di maglieria e campionature per grandi aziende tessili e di confezionamento abiti, armeggiando su telai Bentley e similari; lo stesso ambiente lavorativo di mio padre che mi perseguitava, ma lo trovavo comunque interessante. Il primo approccio informatico uomo-macchina lo feci davanti a quei telai, che iniziavano ad essere informatizzati ed automatizzati da un semplice programmatore in PLC dove, attraverso numeri e parametri, riuscivo a sviluppare l'interfaccia per creare dei lavori più complessi sul filato della macchina. Tutto questo durò fino alla mia chiamata alla leva militare, bloccato noiosamente per un anno dietro alla mia mansione di centralinista, in una Compagnia Militare di Trasmissioni di Bologna: ricevevo e smistavo telefonate per le due compagnie (la seconda era il Reparto Controcarri) e facendo manutenzione alla centrale telefonica. Già a quel tempo mi divertivo con curiosità ad utilizzare la tecnologia della linea telefonica militare (che viaggiava in maniera diversa da quella civile), per interlacciare comunicazioni sperimentali con caserme sperdute in tutti gli angoli del territorio Nato, riuscendoci. Poi il periodo di leva terminò, il mio ex datore di lavoro mi propose di entrare in società con lui, a me, che ci avevo lavorato poco più di un anno, mentre alcuni operai ci lavoravano da anni.